UN POPÒ DI ODORE
Come ti sfido una puzza da podio

Popò di odore

I Pestiferi Quattro

Si chiamano scatolo, p-cresolo, trisolfuro dimetile e acido butirrico. Sono i composti odorosi principali di una puzza che, tra le molte esistenti, vanta un primato di ripugnanza: è il bouquet micidiale prodotto da feci e urina in bagni pubblici dove non esistono igiene e pulizia. Per semplificare, l’odore di cacca in toilette hygiene-free. La sua grande potenza offensiva sta nell’essere enormemente disgustoso, repellente. Ed è un odoraccio assai complesso, determinato da vari fattori ambientali e personali e per il quale si sono individuati oltre 200 composti chimici diversi.

Popò di odore

 

Il Progetto Malodor

La società svizzera Firmenich, che opera a livello mondiale nel settore fragranze e aromi, ha studiato e riprodotto in laboratorio la temibile essenza in relazione al Malodor Control Project, incentrato sulla ricerca per abbattere i cattivi odori e coinvolto nella partnership con Bill Gates (niente-popò-dimeno… si può ben dire) per un’azione di miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie in aree povere del mondo in via di sviluppo. L’obiettivo è favorire l’uso delle toilette, troppo spesso abbandonate al degrado e che la gente rifugge.
Quando Gates ha annusato il composto maleodorante ricreato nei laboratori svizzeri, lo ha definito un mix potente di puzza di fogna, emissioni di fattoria e ammoniaca, il tutto ricoperto di vomito. Il peggior fetore di latrina che avesse mai sentito. Un’esperienza olfattiva di un certo peso, poi compensata dal successivo sniffing test: una fragranza piacevole ha restituito il libero fiuto alle narici, abbattendo la zaffata mefitica (il racconto nel suo blog GatesNotes),

Bill Gates - Malodor

Il rimedio profumato

La ricerca di Firmenich ha portato infatti a realizzare innovative sostanze antiodore capaci di neutralizzare il tanfo ributtante delle toilette. Quando l’urto dei miasmi è insopportabile al punto da renderle inaccessibili, un profumo maschera il puzzo e riesce a eliminare l’effetto barriera. L’innovazione sta nel come agisce: blocca la percezione di odori sgradevoli inibendo l’attivazione dei recettori olfattivi coinvolti (solo una parte dei 350 totali) nel captare le specifiche molecole odorose, che così vengono ignorate dal naso e dal cervello. Insomma un approccio radicale del tipo “per me non esisti”.
In certi contesti indubbiamente aiuta. Perché viviamo annusando, e quel che entra nel naso condiziona i nostri comportamenti. E l’opzione en plein air in fatto di escrementi non è propriamente salutare per le comunità.

 

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