Emissioni: una normativa è nell’aria – Proposta di legge sul Diritto al respiro

La proposta di legge sul controllo delle emissioni odorigene sarà il tema di due incontri pubblici organizzati sabato prossimo 30 marzo a Ravenna e Faenza.

Si tratta del progetto di legge sul Diritto al respiro promosso da Ilaria Fontana, deputata del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione parlamentare Ambiente, presentato lo scorso dicembre e pubblicato in fase preparatoria sulla piattaforma rousseau M5S.

L’impegno per una normativa nazionale sull’inquinamento da odore e la molestia olfattiva ci sembra una novità molto positiva nel panorama legislativo italiano.

Allo stato attuale, infatti, solo alcune Regioni hanno provveduto a regolamentare le emissioni odorigene e ancora manca a livello nazionale un inquadramento univoco e specifico della materia, che possa armonizzare i diversi disposti regionali.

Andava in questa direzione, nel 2017, l’introduzione nel Testo Unico Ambientale (Dlgs n. 152/2006) dell’art. 272-bis, che tuttavia non configura una compiuta disciplina ad hoc.

La proposta di legge Fontana per il “controllo delle emissioni di sostanze emananti odore” apporta ulteriori modifiche e integrazioni al Codice Ambiente e rappresenta indubbiamente un importante passo in avanti.
Anche solo per il fatto di suscitare una più ampia discussione e informazione pubblica sul tema delle puzze e dell’impatto olfattivo delle attività produttive, molto sentito in vari territori del Paese e di portata spesso altamente conflittuale nelle comunità.

Servono regole, per tutelare i diritti di tutti e gestire al meglio sotto il profilo ambientale e giuridico un problema come il “delitto di odore” (abbiamo parlato in più occasioni dell’inquinamento olfattivo come reato).

Sui contenuti della proposta di legge potremo intervenire in modo più dettagliato ed esteso valutando il testo definitivo, ma fin d’ora accogliamo con favore alcuni aspetti, e in particolare:

  • la definizione dei poteri legislativi riconosciuti alle Regioni, che avranno l’obbligo di emanare una normativa concernente le emissioni odorigene
  • il rafforzamento dei compiti del Coordinamento in materia di qualità dell’aria ambiente, organo di indirizzo fondamentale per una legislazione omogenea, che indichi criteri di applicazione tecnico-giuridici uniformi.
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